giovedì 10 maggio 2012

La danza del kabuki...

Qualche anno fa ho conosciuto il mineral make up e il pennello creato ad hoc per la sua applicazione: il kabuki. Visto che mi piace sperimentare nuove tecniche di trucco, mi sono lanciata alla scoperta di questo nuovo e simpatico oggetto.
Il kabuki è un pennello particolare, diverso dai soliti cui siamo abituati: piccolo e cicciotto, ha le setole dense e morbidissime, adatte ad accogliere le polveri libere del trucco minerale e a diffonderle sul viso in maniera omogenea e molto naturale. Anche questo pennello, così come la beauty blender, è particolarmente adatto a chi ha la pelle sensibile che si arrossa facilmente durante l'applicazione del trucco.
Io lo uso con soddisfazione sia con il fondotinta minerale che con le ciprie, gli illuminanti, le terre e i blush in polvere; sono pennelli versatili, maneggevoli e pratici da portare in borsa. E' consigliabile lavarli spesso con uno shampoo delicato o con un detergente adatto, tenendoli per il manico a "testa in giu'" in modo che le setole seguano l'acqua. In commercio se ne trovano tantissimi, dai più cari a quelli più economici. Prima dell'acquisto, se possibile, è meglio provare le setole sulla pelle, se pungono o grattano è meglio lasciar perdere, la pelle potrebbe irritarsi. La qualità paga sempre e non necessariamente bisogna spendere cifre folli. I kabuki di nevemake up, ad esempio, hanno un prezzo competitivo rispetto ad altri più blsonati cio' non esclude una buona qualità del pennello.

Kabuki Mac 182 ha le setole ultra morbide e naturali, la punta rotonda e bombata adatto all'applicazione delle polveri per viso e guance, è estremamente leggero e piacevole sulla pelle (costa 49 euro). Neve Make up Catbuki a setole piatte bicolori per un'applicazione impeccabile delle polveri e dei liquidi (13,50 euro).

Mac 179 duo fiber in edizione limitata, la doppia natura delle setole (naturale e sintetica) permette di applicare prodotti sia in polvere che in crema o liquidi (è stato un regalo del maritino ma credo che costasse sui 50 euro).
Da sinistra: Kabuki classico nevemakeup, manico in alluminio satinato, setole in fibra sintetica cruelty-free foltissime e morbidissime(costa 11,90 euro).


Curiosando sul significato di questa parola dalle evidenti origini orientali ho scoperto che con il termine kabuki si indica una delle principali forme drammatiche di teatro sorta in Giappone all'inizio del '600 che unisce danza, mimo e recitazione. Il Kabuki , secondo la tradizione, ha avuto origine dalle rappresentazioni elaborate di vivaci danze popolari accompagnate da canzoni tradizionali ed eseguite in costumi colorati e allegri. L'iniziatrice fu  Okuni (sacerdotessa del grande santuario shintō di Izumo) seguita da altre compagne sul greto del fiume Kyoto nel 1603.  La parola Kabuki è formata da tre ideogrammi (impossibile trascriverli!):ka (canto), bu (danza), ki (abilità). Gli ideogrammi scelti a formare il nome sono l'equivalente fonetico della parola kabuki, derivata dal verbo kabuku ("essere fuori dall'ordinario"), che stava ad indicare l'aspetto e il vestiario in voga al tempo di Toyotomi Hideyoshi (1536-1598) e caratteristico dei cosiddetti kabukimono: il loro stile fu poi adottato nelle prime danze di Okuni.
Gli spettacoli delle danzatrici ebbero un immediato successo ma ben presto il governo iniziò ad emanare decreti contro questo tipo di manifestazioni considerate “disturbo nazionale” della moralità. Escluse le donne, dal 1652, i nuovi protagonisti del kabuki furono attori maschi di età adulta, consuetudine che si è mantenuta fino ai giorni nostri.
Proprio in conseguenza al divieto alle donne di recitare si originò la figura dell’onnagata, ovvero dell’attore specializzato in ruoli femminili, come già accadeva nella tragedia greca, nella nostra commedia dell’arte e nel teatro elisabettiano. Gli onnagata, allevati fin da piccoli a raggiungere il massimo livello di femminilità e grazia, ben presto conquisteranno una grande popolarità. Sono loro i grandi protagonisti delle rappresentazioni di kabuki maruhon, derivato dal teatro delle marionette, e proprio loro enfatizzano questa connessione muovendosi come pupazzi, in maniera spezzata e legnosa.


La grazia, l’eleganza e il portamento femminile entrano in scena con la mimica e la danza, anche il trucco e i suntuosi kimono contribuiscono a riprodurre un'immagine ideale della donna e l'essenza stessa della femminilità. Il trucco dell’attore nel kabuki prevede che i volti di onnagata siano coperti solo di bianco, essendo il bianco il colore per eccellenza della bellezza e delicatezza femminile. Gli onnagata hanno anche mani e braccia imbiancate e indossano dei calzini bianchi ai piedi. Unica concessione al trucco, le labbra rosse, una pennellata di rosso agli angoli degli occhi e le sopracciglia disegnate più in alto del naturale. Come base si applica una cera che si spalma su viso e collo,  si procede con della polvere bianca mescolata ad acqua e rosso di Kyōto ricavato dal fiore di cartamo.Si tratta del trucco usato anche dalle geisha e dalle cortigiane del periodo Edo (fase storica che prende il nome dalla capitale Edo, sede delle forze armate del Paese,  ribattezzata Tokyo nel 1869).
Le storie portate in scena sono sia di ambientazione storica, con riferimenti all’epoca dei samurai, sia di sfondo familiare e quotidiano con la rappresentazione di fatti, solitamente drammatici, realmente accaduti. Quindi la rappresentazione teatrale costituiva un vero e proprio mezzo di comunicazione che portava a conoscenza di un gran numero di persone l'accaduto.
La particolare espressività, spesso non verbale, di questa forma teatrale rende il kabuki un'arte sottile e affascinante dove la perfezione, l'attenzione estrema ai dettagli, la sinuosità degli attori e la straordinarietà delle scenografie coinvolgono lo spettatore in una tensione emotiva altissima.



Mi colpisce non poco sapere che un oggetto come un pennello da trucco richiami il fascino di una storia ricca di sorprese ed emozioni. Probabilmente l'ideatore del kabuki pennello avrà avuto in mente le danze lente e voluttuose che eseguono gli onnagata o il significato del verbo kabuku, che vuol dire "fuori dall'ordinario" proprio per la forma inconsueta del pennello. Chissà...fattostà che da oggi in poi usero' il mio kabuki immaginando splendidi e colorati scenari orientali.


(fonti: http://guide.supereva.it/cultura_cinese/interventi/2005/04/208405.shtml;
 http://it.wikipedia.org/wiki/Kabuki; http://deathnoteanime.blogfree.net/?t=2995734; http://www.asiateatro.it/giappone/kabuki/attori/trucco-degli-attori/; Piccola Treccani; )


Per le immagini:
(http://deathnoteanime.blogfree.net/?t=2995734; www.guardian.co.uk; http://core.ecu.edu/hist/tuckerjo/kabuki.htm) .

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